C’è una vecchia storia della medicina tradizionale cinese che racconta di come i medici venissero pagati solo finché i loro pazienti restavano in salute. Se qualcuno si ammalava, il compenso si interrompeva. Questo aneddoto, citato dal Dott. Manfredi Di Piazza Wanderlingh durante il seminario “Costruire Salute” dello scorso 21 marzo a Palermo, racchiude perfettamente il senso profondo dell’incontro: la vera sfida della medicina moderna non è solo “riparare” ciò che si rompe, ma fare in modo che la malattia non trovi un terreno fertile in cui crescere.
Ma cosa significa, in concreto, “costruire” la salute oggi? Il seminario ha offerto una panoramica chiara, toccando i pilastri della nostra biologia: dalla cura della pelle alla protezione del sistema riproduttivo e del seno.
La prevenzione come abitudine: il seno e la ginecologia
Il viaggio nella prevenzione è iniziato con un dato che fa riflettere: ogni anno in Italia si registrano circa 55.000 nuovi casi di tumore alla mammella. Tuttavia, come ha spiegato il Dott. Raffaele Ienzi, c’è una luce in fondo al tunnel: la mortalità è in calo costante. Il segreto? Arrivare prima.
Non esiste una ricetta unica per tutte, ma una strategia su misura:
- Se hai meno di 40 anni, l’ecografia e la visita clinica sono le tue migliori amiche.
- Dopo i 40, entra in gioco la mammografia, da ripetere con costanza ogni uno o due anni.
- Per chi ha una forte familiarità, lo scudo protettivo si fa ancora più stretto, con controlli che iniziano già a 35 anni.
Parallelamente, il Dott. Andrea Biondo ha spostato l’attenzione sull’apparato genitale femminile. La prevenzione qui è un gioco di squadra tra vaccini (fondamentale quello contro l’HPV) e screening come il Pap Test. Ma la scienza oggi va oltre: si è parlato anche di come proteggere il desiderio di maternità futura attraverso la crioconservazione degli ovociti, un tema sensibilissimo per chi deve affrontare cure pesanti o semplicemente vuole preservare la propria fertilità.
La pelle: lo specchio del nostro tempo
Spesso pensiamo alle rughe come a un semplice inestetismo, ma la Prof.ssa Adriana Cordova ci ha ricordato che l’invecchiamento cutaneo è un processo biologico profondo legato alla salute delle nostre cellule. Una pelle “invecchiata” dal sole e dal tempo è purtroppo una pelle più fragile e più esposta ai tumori cutanei, come il melanoma o i carcinomi.
La soluzione non sta in interventi miracolosi, ma in una “dieta” quotidiana per il viso: antiossidanti (come la Vitamina C) e protezione solare al mattino per difendersi, e retinoidi alla sera per aiutare le cellule a ripararsi mentre dormiamo.
Il “terreno biologico”: i 5 pilastri del quotidiano
Il concetto più affascinante emerso dal seminario è quello di “terreno biologico”. Immaginate il vostro corpo come un giardino: se il terreno è curato, le erbacce (le malattie croniche come diabete o problemi cardiovascolari) faticano a crescere.
Le malattie che ci spaventano di più non compaiono quasi mai all’improvviso; sono il risultato di anni di piccoli squilibri, infiammazioni silenziose e stress ossidativo. Per contrastarle, non serve un solo farmaco, ma un cambio di visione che poggi su:
- Sonno di qualità: perché è di notte che il sistema immunitario si ricarica.
- Movimento costante: il miglior farmaco contro l’infiammazione.
- Alimentazione e Integrazione: dove la Vitamina D gioca un ruolo da protagonista per le nostre difese.
- Gestione dello stress: perché il benessere mentale è chimicamente collegato a quello fisico.
- Relazioni sociali: perché la solitudine, biologicamente, è un fattore di rischio.
Il messaggio finale del seminario è un invito all’azione, ma senza ansia. La prevenzione non deve essere vissuta come una lista di divieti, ma come un atto d’amore verso se stessi. Partecipare a uno screening, scegliere un cibo sano o mettere la crema solare sono piccoli mattoni con cui, giorno dopo giorno, costruiamo la nostra libertà di domani.





