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ATELIER DI GIORNALISMO: TRAINING INTEGRATO DI SOCIAL COGNITION E FUNZIONI ESECUTIVE

Raccontare la propria realtà per ricominciare a viverla attivamente: è questo il cuore dell’Atelier di Giornalismo, un innovativo laboratorio di riabilitazione psicosociale attivo presso la nostra CTA. In questo senso, l’attività non è un semplice passatempo, ma un vero e proprio intervento di “riabilitazione ecologica” progettato per allenare la mente e rinforzare l’identità dei partecipanti.

Per rendere questo lavoro ancora più prezioso e condiviso, i vari numeri del nostro giornale verranno pubblicati mensilmente nella sezione “News” del nostro blog (https://centrimama.it/category/news/) permettendo a tutti di seguire da vicino le cronache e le riflessioni della nostra redazione.

Una palestra per la mente: funzioni esecutive e memoria

In linea con le più recenti evidenze sulla Cognitive Remediation, il lavoro di redazione stimola costantemente le funzioni esecutive. Scrivere un giornale, infatti, richiede un impegno cognitivo complesso:

  • Memoria di lavoro: per descrivere un evento, il paziente deve accedere ai ricordi recenti e organizzarli.
  • Pianificazione: rispettare una scadenza editoriale insegna a sequenziare le azioni (intervistare, scrivere, impaginare).
  • Sintesi: scegliere cosa raccontare allena la capacità di distinguere ciò che è rilevante.

Social Cognition: mettersi nei panni dell’altro

Dal punto di vista della Social Cognition, il lavoro di redazione è fondamentale per allenare la Teoria della Mente. In particolare, quando un paziente scrive un articolo, deve obbligatoriamente chiedersi: “Chi leggerà capirà cosa sto dicendo?”. Questo processo lo sprona a uscire da un pensiero talvolta autoreferenziale per adottare la prospettiva del lettore, favorendo lo sviluppo di nuove abilità sociali.

Inoltre, assumere il ruolo di “inviato” o “fotografo” offre un ruolo sociale definito e protetto. È spesso più facile interagire con gli altri se si agisce con la “divisa” da giornalista, superando barriere emotive e relazionali.

Il valore della narrazione in ottica Recovery

In un’ottica di Recovery, il passaggio da fruitore passivo delle attività a narratore attivo è trasformativo. Attraverso questo shift dell’identità, il paziente non è più solo qualcuno che subisce una cura, ma un osservatore che racconta la propria esperienza.

Per questo motivo, mettere nero su bianco la vita in CTA aiuta a costruire un “vissuto condiviso”, trasformando i giorni trascorsi in struttura in una storia coerente e dotata di senso. Vedere il proprio nome stampato e il proprio lavoro distribuito aumenta l’empowerment e l’autostima, pietre miliari della ristrutturazione di un’identità positiva.

In conclusione, l’Atelier di Giornalismo rappresenta un obiettivo comune tangibile che favorisce la coesione di gruppo. Vi invitiamo a restare sintonizzati sul nostro blog per non perdere le prossime uscite mensili e sostenere il lavoro dei nostri nuovi cronisti.

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